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LA MADRE

Un’opera dimenticata dal passato tragico. Donato di Veroli giovane compositore ebreo nasce a Roma nel 1921. Negli anni di conservatorio non gli mancarono autorevoli riconoscimenti, come quello di P. Mascagni che ne elogiò un brano composto all'età di otto anni. Costretto dalle leggi razziali ad abbandonare l’Accademia di Santa Cecilia, nel 1939 riuscì ad iscriversi come studente ordinario nel Pontificio Istituto di musica sacra, morì suicida a Roma il 10 luglio 1943.

L'opera postuma, La madre, il cui libretto è dello stesso autore tratto da una novella di H. C. Andersen (1942), rappresenta il suo lavoro più vasto e impegnativo febbrilmente concluso nella parte strumentale poco prima della morte. Venne eseguito a Bergamo nel 1951 a chiusura della stagione lirica del teatro Donizetti; quindi a Torino per la stagione della RAI nel maggio 1960 e da allora se ne sono perse le traccie.

L’idea di proporre una riedizione in forma da camera de La Madre, nasce dalla volontà di voler riportare alla luce un capolavoro musicale raccontando la storia di un musicista eccezionale prematuramente scomparso e ingiustamente cancellato dalla memoria storica. L’opera racconta la storia di una Madre che supera innumerevoli prove e ostacoli nel tentativo di strappare suo figlio alla Morte, ma una volta raggiunto il Regno dei Morti viene messa di fronte al destino di suo Figlio ed è costretta a fare una scelta tragica.

INFO

libretto e musica di
Donato di Veroli

personaggi e interpreti

La Madre
Mariacristina Ciampi

Il Viandante, la Morte
Tommaso Scalzi

Il Figlio
Alessandro Mundula

una Donna, la Notte, l’Ombra
Silvia Ricca

La Lupa, Ricciutella
Camilla Pomilio

Il Giocatore, Voce Narrante
Fabio Midolo

assistenza tecnica
Nora Battaglia

animazione
Nicola Console

clarinetti
Anton Dressler

maestro concertatore
Andrea Gottfried

foto
Lorenzo Antei